Open Data in ambito parlamentare

Da dati.parlamento.
Versione del 3 giu 2015 alle 09:40 di RaimondoIemma (Discussione | contributi)

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Questo wiki è uno strumento di lavoro a supporto della ricerca del Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di Torino (DAUIN) - svolta in collaborazione con il Servizio Informatica della Camera dei deputati e il Servizio Informatica del Senato della Repubblica - sul tema della produzione e dell’utilizzo di Open Data in ambito parlamentare.

Per ottenere maggiori informazioni sull'uso di questo software wiki e delle proprietà e categorie raccomandate, è possibile consultare l'Aiuto:HowTo Wiki Dati Parlamento

I contenuti del wiki confluiranno in un Report che intende sintetizzare la versione "1.0" dei contributi riguardanti:

  1. i dati prodotti, elaborati e gestiti dalla Camera e dal Senato che sono attualmente resi disponibili come dati aperti e quelli che potrebbero esserlo nel futuro più immediato;
  2. le migliori pratiche portate avanti dai parlamenti ed altre assemblee elettive, anche a livello internazionale;
  3. i dati aperti, attualmente o potenzialmente disponibili, che sono o potrebbero essere utilizzati in modo più intensivo e proficuo nell’ambito delle attività parlamentari, per migliorarne l’efficienza e la qualità.

Il report metterà anche in evidenza eventuali azioni e politiche che possano favorire lo sviluppo delle competenze e delle buone pratiche relative agli Open Data in Italia.

Questa pagina introduttiva fornirà la base di partenza per l'executive summary del Report.

Premessa

Le ragioni del dossier sugli Open Data in ambito parlamentare

Libero accesso e riutilizzo

Il fenomeno dei "dati aperti" (o Open Data nella dizione anglosassone) si colloca sulla scia della cultura “open” che ha già lanciato i concetti di open source software, open standard, open culture, open education, open content e open access, presentando tuttavia – rispetto a questi - un potenziale impatto ben più ampio e pervasivo, in quanto attinente all’intero mondo dell’informazione, al canale di comunicazione globale rappresentato da Internet e finalizzato a consentire la rielaborazione dell’intera conoscenza disponibile sulla rete da parte di chiunque. Esso si basa sul paradigma secondo il quale i dati prodotti o raccolti per finalità pubblica in qualsiasi ambito e da chiunque – siano organizzazioni pubbliche o private, siano società o singoli individui – debbano essere resi disponibili all’accesso, alla condivisione e al riutilizzo in modalità gratuita e senza vincoli di accesso a tutti i possibili interessati attraverso la rete Internet.

In ambito pubblico e istituzionale il principio dei "dati aperti" ha dato un’accezione concreta al paradigma dell’Open Government che ha caratterizzato ed animato il panorama politico, amministrativo e tecnico degli ultimi anni sia a livello internazionale - basti citare la direttiva USA del 2009 sul tema - che nazionale.

Difatti questo principio, se declinato in ambito pubblico, si traduce in una sorta di "restituzione" - da parte dei soggetti pubblici e istituzionali - dei dati come patrimonio comune, dando concretezza al principio di trasparenza che deve regolare l’operato delle pubbliche amministrazioni e al tempo stesso abilitando il potenziale economico insito nell’utilizzo dei dati pubblici a sostegno dello sviluppo. Gli unici limiti a questa apertura della conoscenza, che dovrebbe essere ampia e globale, può essere ravvisato ovviamente in obiettivi impedimenti materiali o in ragioni contrarie a tale diffusione (come nel caso in cui entrino in gioco interessi confliggenti, quali ad esempio, la tutela dei dati personali o ragioni di sicurezza nazionale).

In questi termini, la necessità di orientare le amministrazioni pubbliche verso un "approccio Open Data" nel trattamento e nella messa a disposizione dei propri dati sembra incontrare un largo consenso sia nell'opinione pubblica che presso la classe politica, senza distinzione di parte. La consapevolezza di fondo, alimentata da una nutrita serie di studi e analisi, si basa sulle ricadute concrete che questo approccio può contribuire a produrre: la disponibilità di queste basi informative può avere positive implicazioni sulla trasparenza dei processi decisionali, sulle disponibilità di quei dati e di quelle informazioni su cui questi processi sono fondati, sull'estrazione di carburante aggiuntivo per le attività economiche, magari in contesti diversi da quelli per cui originariamente sono stati raccolti.

Anche a livello normativo, è sempre più frequente l'inserimento di disposizioni specifiche in cui il legislatore esplicitamente prevede "la messa a disposizione al pubblico dei dati in formato aperto". Si tratta perlopiù di disposizioni finalizzate a rispondere all'esigenza di maggiore "trasparenza" dell'operato delle pubbliche amministrazioni anche se, come vedremo, i concetti di apertura e trasparenza, pur collegati, non sono necessariamente coincidenti.

Malgrado una forte attenzione in materia di "apertura" dei dati pubblici, l'impressione è che si sia solo all'inizio di un importante cambiamento del settore pubblico (con un forte potenziale impatto anche su quello privato) che comporta profondi interventi nei processi di lavoro e nei servizi erogati dalle istituzioni coinvolte per poter generare reali benefici sociali.

Il parlamento italiano è quindi coinvolto dal "fenomeno Open Data" da più punti di vista: il Senato e la Camera infatti, oltre a produrre normativa in materia di Open Government, sono anche sia produttori di dati aperti attraverso specifici servizi informativi (dati.camera.it, disponibile dal 2011, e dati.senato.it, disponibile dal 2013) che fruitori di servizi di altre istituzioni per la documentazione parlamentare.

Aspetti tecnici, giuridici ed economici

Questo dossier si prefigge l’obiettivo di mettere a fuoco gli Open Data sotto diverse angolazioni, nella constatazione del consenso che "i dati aperti" riscuotono: si cercherà pertanto di approfondire non solo gli aspetti tecnici ma anche quelli giuridici e le implicazioni di natura legale, organizzativa ed economica insite nei cambiamenti indotti dall'apertura dei dati pubblici. Come spesso accade, gli avanzamenti tecnologici stanno offendo grandi opportunità di sviluppo che potranno essere colte in pieno solo attraverso un adeguato grado di consapevolezza di tutti gli attori coinvolti nel processo di cambiamento, legislatore e amministratori pubblici in primis.

È in questo senso che il Servizio Informatica del Senato e il Servizio Informatica della Camera della deputati, in linea con le indicazioni dei propri rispettivi vertici, hanno assunto l'iniziativa di avviare questo studio avvalendosi della collaborazione del Centro di ricerca Nexa del Politecnico di Torino, che in Italia è un centro di eccellenza in materia.


Consigli per la lettura

Il presente dossier è presentato in forma di Wiki. Il testo è organizzato in capitoli e paragrafi, per ognuno dei quali viene fornito, in testa, un breve riassunto in forma di "glossa". Ove possibile, per i concetti più generali, non si è provveduto a fornire una descrizione ad hoc, rimandando a - o incorporando - pagine già esistenti nella versione italiana di Wikipedia.

Per la maggior parte, i contenuti qui presentati sono originali, e derivano da attività di studio, analisi, e confronto tra esperti. Si segnala che il capitolo "Dati aperti: movente, opportunità e metodo", ha l'obiettivo di introdurre al mondo degli open data da un punto di vista generale, partendo tendenzialmente da zero. Questo capitolo prende le mosse, aggiornandoli e ampliandoli, da alcuni dei contenuti del "Libro Bianco per il riutilizzo dell’informazione del settore pubblico" prodotto nell'ambito del progetto EVPSI. Si consiglia dunque al lettore già edotto in merito agli open data di scorrere i riassunti dei singoli paragrafi del capitolo 2 per individuare eventuali approfondimenti di suo interesse, tenendo presente che probabilmente dispone già degli strumenti per affrontare proficuamente la lettura dei capitoli seguenti, incentrati sull'offerta e sulla domanda di dati (aperti) in ambito parlamentare.

Credits

A cura di:

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Hanno collaborato per il Centro Nexa:

[Nome Cognome]

Hanno collaborato per il Senato della Repubblica:

Hanno collaborato per la Camera dei deputati:

Hanno partecipato alle audizioni informali:

[Nome, Cognome - affiliazione/i]


Impostazione provvisoria tratta dal frontespizio del report I Media Civici in ambito parlamentare

Dati aperti: movente, opportunità e metodo

Il capitolo Dati aperti: movente, opportunità e metodo “fotografa” il contesto generale ed attuale degli open data, partendo tendenzialmente da zero: quindi, individua cosa si intenda per “dati aperti”, chiarisce le opportunità che la tecnologia mette oggi a disposizione, tratteggia la situazione attuale (legislativa, ma non solo). Comincia anche a descrivere sommariamente quali amministrazioni si siano già attrezzate e quali si stiano attrezzando per offrire dati aperti. È cruciale mettere in luce le opportunità offerte dagli open data, nonché gettare i primi semi di una “cultura del dato”. I dettagli possono essere rimandati ad altri documenti o manuali, ma non si devono sottacere i rischi o le possibili derive (gestione dei dati personali, idolatria del “dato” sopra il buon senso), anche perché una chiara e condivisa consapevolezza in merito a tali aspetti è parte integrante di quella cultura che può favorire la messa a disposizione dei dati stessi.

L’offerta di dati aperti parlamentari

Il capitolo L’offerta di dati aperti parlamentari presenta un'analisi delle informazioni che circolano nel contesto parlamentare e che potrebbe essere utile aprire (se non già aperte) come open data. Un valido aiuto potrebbe provenire dai paesi esteri: verificare quali dati sono stati aperti all'estero e attuare un'analisi comparativa con quanto fatto in Italia.

La domanda di dati aperti parlamentari

Il capitolo La domanda di dati aperti parlamentari presenta una ricognizione delle principali esperienze di riuso di dati aperti parlamentari da parte di "communities" e imprese.

La domanda di dati (aperti) da parte del Parlamento

Il capitolo La domanda di dati (aperti) da parte del Parlamento illustra l'insieme di dati aperti, attualmente o potenzialmente disponibili, che potrebbero essere utilizzati con profitto nell’ambito delle attività parlamentari, ampliando le basi informative di riferimento. Il capitolo tratteggia inoltre le principali fonti di dati (aperti e non) utilizzate in modo particolarmente intensivo da parte del Parlamento. Inoltre, il capitolo evidenzia come i dati aperti possano essere di utilità per il Parlamento (includendo nell'analisi anche ciò che sta al di fuori della dotazione di Camera e Senato; per stimolare l'interscambio e fare dei Servizi Informatici un tramite tra soggetti governativi diversi).

A way forward

Il capitolo finale A way forward mira a mettere in evidenza azioni e politiche che possano favorire lo sviluppo delle competenze e delle buone pratiche relative ai dati aperti in Italia, nell’ottica di massimizzare le ricadute positive per l’economia digitale e la società nel suo complesso. Il Parlamento italiano sarà il primo destinatario di tali raccomandazioni, che tuttavia avranno lo scopo di beneficiare la collettività nel suo complesso, ad esempio individuando fattispecie nelle quali il Parlamento possa facilitare l’apertura di dati di terze parti. L'ultimo capitolo deve analizzare le soluzioni per migliorare i contesti ed i vincoli informatici e normativo-procedurali dei due rami del Parlamento (e quindi, analogamente e di riflesso, migliorare anche l'approccio adottato presso contesti esterni), passando anche e soprattutto per le problematiche tecniche interessanti per i servizi informatici.