Direttiva 2013/37/UE

Da dati.parlamento.

La Direttiva 2013/37/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, apporta alcune modifiche alla Direttiva 2003/98/EC relativa al riutilizzo dell'informazione del settore pubblico.

Tra le principali novità, la Direttiva 2013/37/UE prescrive che:

  • l’ambito di applicazione riguardi tutti gli enti pubblici di uno Stato membro, ivi compresi musei, archivi e biblioteche (anche universitarie);
  • il principio generale di tariffazione, nel caso sia previsto un corrispettivo in denaro per la messa a disposizione dei dati, imponga che il totale delle entrate provenienti dalla fornitura e dalla autorizzazione al riutilizzo dei documenti non superi i costi marginali sostenuti per la loro riproduzione, messa a disposizione e divulgazione. Per musei, archivi e biblioteche (anche universitarie) resta ancora in vigore la possibilità di applicare, alla tariffa, un congruo utile sugli investimenti; simile deroga vale anche per gli enti pubblici che devono generare utili per coprire una parte sostanziale dei costi inerenti allo svolgimento dei propri compiti di servizio pubblico, e per tutti quei documenti per i quali, gli enti pub­blici in questione, sono tenuti a generare utili sufficienti per coprire una parte sostanziale dei costi di raccolta, produzione, riproduzione e diffusione;
  • qualora siano applicate tariffe standard per il riutilizzo di documenti in possesso di enti pubblici, le condizioni applicabili e l’effettivo ammontare delle tariffe, compresa la base di calcolo utilizzata per tali tariffe, siano fissate in anticipo e pubblicate, ove possibile e opportuno, per via elettronica;
  • gli Stati membri adottino modalità pratiche per facilitare la ricerca dei documenti disponibili per il riutilizzo: ad esempio attraverso elenchi dei documenti più importanti (insieme ai rispettivi metadati), ove possibile e opportuno accessibili on line e in formati leggibili meccanicamente, e dei portali collegati agli elenchi di contenuti. Ove possibile, gli Stati membri devono anche facilitare la ricerca interlinguistica dei documenti;
  • ogni decisione sul riutilizzo contenga un riferimento ai mezzi di ricorso a disposizione del richiedente qualora questi intenda impugnarla. I mezzi di ricorso comprendono la possibilità di revisione da parte di un organo imparziale dotato delle opportune competenze, come ad esempio l’autorità nazionale garante della concorrenza, l’au­torità nazionale per l’accesso ai documenti o un’autorità giudiziaria nazionale, le cui decisioni sono vincolanti per l’ente pubblico interessato;
  • il generale divieto di accordi di esclusiva per il riutilizzo dei dati (che comunque non opera nel caso in cui un diritto esclusivo si renda necessario per l'erogazione di un servizio d'interesse pubblico) non si applichi alla digitalizzazione di risorse culturali, qualora il periodo di esclusiva non ecceda, di norma, i dieci anni. Nel caso in cui tale periodo ecceda i dieci anni, la sua durata è soggetta a riesame nel corso dell’undicesimo anno e, se del caso, successivamente ogni sette anni.